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mercoledì 2 settembre 2009

le foto del parapendio




...e mi ero dimenticata,sennò non mi credete :P

Volare-oh-oh

L'ho fatto. E' stato molto più rapido del previsto, ma la sensazione ce l'ho ancora addosso. L'uomo non è fatto per volare, e io,come rappresentante del genero umano,ancor meno,avendo sofferto da quando sono piccola di vertigini.
In realtà, ricordo che mi sporgevo dal terrazzo della mia tata e sentivo un misto tra paura e eccitazione, una voglia di tirarmi di sotto per capire come sarebbe stato volare. Oggi l'ho fatto, ma per fortuna ero ben legata al paracadute a Michael,l'istruttore.
Il parapendio ( o paragliding in inglese / parapente in spagnolo) è un compromesso per chi non ce la fa a buttarsi da un elicottero a 4 km aspettando di aprire il paracadute, però fa il suo effetto comunque...
Arrivi, la gente ti sorride, ti fa chiaccherare e te sembra di stare dal parruchiere: ti preparano, ti mettono il caschetto, e l'istruttore dice " quando io mi giro, tu infili e le mani, e ti siedi". Beh ecco magari non proprio come farsi le unghie,ma meno doloroso della ceretta :)
La prima partenza è andata male. L'unica partenza brutta in 18 anni dice lui ( ettecredo aspettava me). Partiamo,ci alziamo un po',ma ci incagliamo nella fitta vegetazione del DIRUPO, i collaboratori si avvicinano di corsa,la gente mi sgancia e mi dice di alzarmi in piedi, uno mi sorride e mi dice di stare tranquilla. Io, sono un Buddha. Sorrido e pacificamente torno al punto di partenza. Ora, normalemnte uno si aspetterebbe scene isteriche tipo " macorcazzochecerisalgo" ( è dialetto quechua), e invece io sorrido come un'idiota e mi ripreparo.Bah,misteri dell'inconscio. Io che ho paura di stare negli ascensori trasparenti perchè vedo di sotto.
Seconda partenza, tutto bene, lasciamo la terra, e siamo in aria....appena faccio in tempo a capire che cazzata ho fatto, già siamo in mezzo al nulla e io sento il vento che mi sibila tutto intorno e mi solleva e i miei piedini che svolazzano nel vuoto. Di sotto c'è l'oceano e una strada grande trafficata in cui sono passata in taxi varie volte. Poi vedo un uccello che vola,sotto di me....SOTTO DI ME! Sento un misto di voglia di urlare "mettimi giu" e una gioia immensa, una cosa da bambini, un'eccitazione strana,simile un po'a quando facevi una cosa che non dovevi fare quand'eri piccolo ma ti divertivi un sacco. Tipo,cioè è una figata e l'uccello sotto di me secondo me sta pure a rosicà, però c'è qualcosa che non va....tipo che sto in mezzo all'aria?? La mia mente vaga da " famme fa la foto che sennò non me credono" a " l'istruttore è bravo,dice che non è mai caduto...dice" a " quanto siamo alti? che probabilità ho di cavarmela?" a " morire così non sarebbe tanto male,meglio che in un letto soffrendo no?"....poi lui decide di andare a farci una passeggiata verso i palazzi....superiamo il parque del amor, e io saluto una bambina che mi guarda con gli occhi spalancati, e arriviamo sui megapalazzoni di Miraflores. L'istruttore afferma che oggi c'è buon vento, e felice come una pasqua dice " bene,possiamo salire,ora saliamo a 80 metri"...salire???? eh?? vabbè saliamo, io intanto mi guardo intorno....la vista è bella, ma in realtà la puoi vedere anche in video da elicotteri, faccio le foto stile cartolina, e cerco di guardami intorno....Lima è infinita, la neblina copre tutto e sembra che le case e la costa non hanno fine....ma la sensazione più bella è il vento, è sentire che ti puoi muovere nell'aria,sentirti come un uccello che gioca con il vento e usa la portanza a suo favore....alla fine, se lo fanno loro perchè non lo possiamo fare pure noi? Il mio istruttore è un uccello ben allenato ( ora chi pensa male ha veramente rovinato la magia di questo post), e sa come volare....lui dice "più in alto"...io non posso far altro che assentire fingendo di essere contenta di arrivare a 100 metri per superare il Marriott ( famme scendeeeee)....poi dice che torniamo indietro...io sono combattuta tra la voglia di vedere di più di lima dall'alto e il sollievo di tornare a essere un semplice mammifero che soffre la forza di gravità...Ora arriva l'atterraggio...in realtà è soft, pensavo molto peggio....scendo,due fotine, pago la moglie, ed è fatta, mi dicono ciao sorridendo,avanti il prossimo,io mi siedo su un marciapiede e non mi rendo ancora conto...mi sento un po'frastornata ma in realtà molto più tranquilla di quello che pensavo,forse felice di essere ancora viva...vorrei abbracciare tutti e dirgli di fare parapendio, ma poi mi rendo conto che sorrido come un'imbecille a mezzo mondo e mi do un contegno.
Cammino verso la fermata dell'autobus, e mi rendo conto che la vera avventura sarà il traffico...
Il primo passo è stato fatto, il prossimo sarà lanciarmi dal famoso elicottero di cui sopra...
hasta pronto

venerdì 28 agosto 2009

Il tempo perduto...

Ho aperto ora il blog e mi sono resa conto che l'ultimo post risale a quasi un mese fa! I quattro gatti che leggono,saranno delusissimi immagino :P
Per recuperare, copio alcune cose che ho scritto sul mio fedele quaderno....effettivamente, il poco tempo che ho avuto e la paura di perdere le impressioni di un posto o di un momento, mi hanno "costretto" a scrivere a mano i miei pensieri, su un quaderno, cosa che non facevo da tipo 10 anni...

8 agosto 2009 (questo è stato scritto seduta sul marciapiede di Pista Nueva,arteria centrale della zona urbana del distretto Villa Maria del Triunfo (VMT), ricoperta per la polvere alzata dagli autobus).

Terza intervista

Arrivo alle 2 meno dieci a villa maria del triunfo ( distretto dove faccio la ricerca,uno dei due), sapendo che almeno quei 10 minuti li dovrò aspettare. I peruviani che ho conosciuto fin'ora mi hanno viziato arrivando quasi puntuali.
La signora Rosa mi stando una bella lezione e sto aspettando da ormai 35 minuti. Ogni volta che passa un micro o un taxi mi arriva una folata di polvere. NOn c'è verso, per quanto asfaltino strade, la polvere non la toglierà mai nessuno dai pueblos jovenes. E' una bella giornata a VMT, c'è il sole e il cielo azzurro da cui le nuvole sono state spazzate via dal vento, lo stesso che mi fa respirare la polvere. Ogni volta che vengo qui mi chiedo se questi posti diventeranno mai più vivibili. Qual'è il tipo di sviluppo a cui miriamo? E' veramente possibile trasfomare un ex-invasione da una zona desertica in una città al tempo stesso funzionale, sostenibile,bella e socialmente giusta? All'orizzonte non si vede nessuna signora che potrebbe essere la signora Rosa. Me la ricordo vagamente dalla riunione di martedì, ma non ho dubbi che lei mi riconoscerà. Col mio metro e 73 e faccia pallida sono un fenomeno inconfondibile qui.
Mentre ero seduta nel 'parco' (4 panchine e 3 alberi tenuti in vita con la forza di volontà) si è avvicinato Alfredo. Età ovviamente indefinibile, professione incerta, baffo e rughe solcate da una vita di lavoro. Alfredo ha voluto una foto con me perchè sennò nessuno avrebbe creduto che una "bella italiana" come me si sarebbe fermata a parlare con uno come lui( chiedo scusa al paese intero per rappresentare la bellezza mediterranea all'estero con delle occhiaie da competizione e un aspetto alquanto nordeuropeo).
La signora non si vede. Un'ora di attesa. Alla seconda ora, me ne vado. Alfredo ha lavorato con "italiani che fanno i ravioli" e " gente come Lei, con i soldi,di un certo livello " dall'età di 10 anni. Si lamenta che ci sia tanta criminalità verso i turisti che vengono qui a visitare a "investire" nel Perù. A quel punto sto quasi per andarmene per la vergogna. Arrivano poi le fatidiche domande " dov'è suo marito?" ( marito?? cos'è???) e quanti anni ho. Ovviamente la mia risposta" non ho marito,nè fidanzato" combinata col fatto che ho 25 anni crea una confusione visibile sul volto di Alfredo, che non si spiega come una " tale bellezza" possa non essere sposata(si lo ammetto ho pagato mille euro di volo solo per sentirmi dire ciò). Me lo chiedo anche io sempre, una vergogna! :P
Gli do a risposta che do a me stessa " viaggio molto, è difficile mantenere una relazione"...non sembra convinto ma approfitta per chiedermi il numero di telefono....io mi maledico silenziosamente per non aver mentito inventandomi un marito meraviglioso, e poi dribblo dicendo che sono molto occupata lavorando. Pare vero. Avevo avvistato una signora che poteva essere la signora Maria, ma era una pia illusione. Nel frattempo è passato un autobus veloce e io sono ricoperta di polvere... ( a quel punto è arrivata la signora,dopo un'ora e mezza di attesa).

26/08/09 Miraflores ( distretto ricco e turistico della città)

Sono seduta dentro Starbucks bevendo un frappuccino al caramello ( e se mi viene un attacco di diarrea entro 20 minuti è pure normale) e guardo un tipo fuori che è inginocchiato per terra per pulire le scarpe di una straniera,anche lei, come me, comodamente seduta in una confortevole sedia in vimini,sorseggiando forse un cappuccino light. Alla mia sinistra ci sono due ragazzi biondi di aspetto californiano, con pantalone calato, con conseguente mezzo culo di fuori e cappellino di lana billabong o g-star o stussy o un'altra marca mlto cool per surfisti. Alle mie spalle c'è un uomo di età indefinita, quel tipo di uomo anglosassone tra i 30 e i 45 anni coi capelli biondissimi, occhi azzurri,aspetto asettico e Mac Apple ( il feticcio di tutte le persone che di stile ne capiscono) color argento.
Di fronte vedo ciò che sembra una riunione di peruviani con chiare origini europee.
Anche questo è il Perù ( a sto punto è arrivata mamma e siamo uscite).

Nuovi post a breve...quando torna l'ispirazione ( e il tempo per scrivere)

giovedì 30 luglio 2009

Sulle Ande...

Sono tornata ieri sera da 4 giornate intense passate a Huaraz, nord-est di Lima.
La città è a circa 3200 metri sul mare, e ci si arriva via autobus dopo 8 estenuanti ore di viaggio. L'arrivo è stato abbastanza traumatico, visto che ho dormito circa 4 ore nel viaggio ( si parte la sera) e quando abbiamo raggiunto la casa che avevamo affittato,la signora non c'era e abbiamo dovuto aspettare un po'....distrutti,visto che erano le 6,30 di mattina e faceva un freddo cane.
Dopo un paio d'ore di sistemazione varia, siamo usciti di nuovo per iniziare il tour che comprendeva più fermate della metro B.
Non ricordo bene tutte le cittadine che abbiamo visto,ma ognuna era caratterizzata per un enorme numero di bancarelle e altri richiami turistici. La mia fame antropologica è stata saziata dall'elevato numero di signore in abiti traizionali, con tanto di cappello occidentale e treccione lunghe legate da un laccio. Dopo aver goduto di un ottimo gelato al maracujà ( frutto tropicale) a Carhuaz, siamo andati a visitare un ex-villaggio,ormai cimitero, sepolto da una slavina provocata da un fulmine ( se ho capito bene la guida in spagnolo) che si è tirata giù migliaia di persone. Quel che rimane è qualche pezzo di rovina e un bel giardino pieno di fiori.
Il viaggio è proseguito in un caldo asfissiante ( nonostante sia inverno in Peru, è la stagione secca nella Sierra, quindi fa tipo 32 gradi di giorno e 5 di notte), che però non ha sconfitto lo spirito di festa peruviano. Dalla salsa e cumbia peruviana alle canzoni anni '90 è stato un attimo e tutto il bus cantava a squarciagola delle coattate degne della radio una punto modificata parcheggiata in piazza a quarto miglio nel 1998. Seconda tappa, un posto magnifico,la laguna Llanganuco. In realtà il vero nome Quechua è Chinancocha, che significa "la laguna femmina". Ce n'è un altra,ovviamente che si chiama la laguna maschio ma al momento mi sfugge in quechua.Ah,per chi non lo sapesse, il quechua (pronuncia : keciua) è la lingua che si parlava prima che arrivassero gli spagnoli. Esiste anche l'aymara, ma più verso il sud,al confine con la Bolivia. Insomma la legenda dice che c'era una ragazza che si innamorò di un giovane, ma lui era tipo di una famiglia poco benestante o comunque insomma non se potevano amà ( ricorda niente? tipo Manzoni,Shakespeare...come se noi ci fossimo inventati niente in europa!), e quindi vengono cacciati dalle rispettive famiglie. Entrambi inziano a piangere e le loro lacrime formano le due lagune. Il posto è meraviglioso....purtroppo era nuvoloso e non si poteva vedere la trasparenza della laguna,ma il colore era veramente splendido. Un freddo del cristo ( mi pare fossero 3800 metri di altezza) e un vento che mi ha ricordato Amsterdam, mi hanno convinto a comprare un poncho che puzza di lama lontano un km e un paio di guanti da combattimento, il tutto ovviamente fatto a mano dalle signore che stanno li accampate tutto il giorno in cerca di turisti (come me). Devo dire che nonostante tutto c'erano più turisti peruviani che "gringos" ( tutti gli stranieri qui sono gringos). Vestita di tutto punto ( poncho, sciarpa di alpaca, berretto peruviano,guantoni) sono andata in cerca di cibo...sempre un altro gruppo di signore vendeva cibo cotto da loro di dubbia provenienza..il menu comprendeva chicharron de chancho ( ovvero maiale fritto) o cuy. Il cuy è un rattazzo locale, ma vedendolo girare sullo spiedo infilzato con ancora le zampette tirate,ho deciso di ripiegare sul caro vecchio maiale ( alla faccia dell'influenza porcina!). Dopo ore di attesa e con un freddo congelante, il maiale ben caldo e il contorno di mais tostato(che qui te lo mettono ovunque,si chiama choclo) è stata una goduria. Più tardi avrei volentieri preso un tè di foglie di coca ma non c'è stato tempo. Una rapida foto con un lama e siamo andati a fare una passeggiata vicino alla laguna..questo è stato il posto più bello che ho visto, e da dove meglio si vedeva il ghiacciaio Huascaran, meta di alpinisti ( o andinisti) intrepidi e ghiacchiaio più alto del Peru ( 6800 metri). Purtroppo il tour guidato ha i suoi lati negativi e nonostante la fretta, l'autobus ci aveva mollati così,per soli 7 minuti di ritardo....fortunatamente abbiamo incontrato l'ex marito di una delle signore che stava sull'autobus che stava seguendo con la sua jeep, il bus tour dell'ex moglie e del figlio ( non chiedetemi perchè lei non viaggiava con lui,già ho fatto una figuraccia a dirgli " ah si sua moglie è sopra con noi nell'autobus....ah si capisco,ex moglie...ehm...). Insomma alla fine ci si è caricati tutti e 11! Noi,las gringas, cioè io, Dagmar ( tedesca) e Dawn ( americana) abbiamo avuto l'onore di stare dentro mentre gli altri si so fatti il viaggio fuori come i polli eheh. SIamo arrivati giù al paese, e avevano la faccia ricoperta di terra ma un sorriso divertito. Io ho un po' rosicato ma è stato meglio così visto che avevo già mal d testa causato dall'altezza e il freddo. Dopo un altro paio di fermate per comprare (sempre nei soliti posti per turisti) siamo tornati a Huaraz dove abbiamo concluso la giornata con un bel pollastro arrosto. Penso che alla fine di sta esperienza in Perù non vorrò mai più mangiare pollo,nè riso,nè patate! Ogni piatto o quasi è accompagnato o a base di uno di questi ingredienti...
Il resto del viaggio è stato meno interessante della prima giornata, soprattutto perchè molte cose fighe richiedevano la capacità e soprattutto voglia di scalare montagne, ma non camminando,bensì proprio scalata in verticale, e io già ho fatto tanto camminando su sentieri di 30 cm di larghezza a precipizio sull'abisso,considerato che soffro di vertigini....
L'esperienza negativa è stata infatti scendere da una delle montagne che circondano Huaraz dove eravamo saliti per guardare il panorama....veramente bellissimo ma purtroppo ci siamo trattenuti fino quasi al tramonto e per accorciare siamo stati costretti a scendere tagliando per le montagne e non prendendo il sentiero....quando era ormai buio,e dopo che mi sono fatta una bella caduta saltando un fosso, abbiamo trovato un pastore che ci ha indicato il cammino per la città...per un attimo ho pensato di dover passare la notte in montagna senza tenda nè niente! Ricordo che sempre a 3000 metri stavamo, e la notte scendeva tantissimo la temperatura.
Ce ne sarebbe ancora da raccontare,ma già ho scritto troppo...diciamo che la cosa che più mi ha pesato è stata non poter condividere queste bellezze con nessuno con cui valesse veramente la pena...i ragazzi sono simpatici ma la relazione si mantiene sulla superficialità e ho già capito che non andrà oltre....io ero in camera con 4 ragazze, 3 delle quali si erano portate tacchi e piastra per capelli...io avevo vestiti contati per 3 giorni,alla fine siamo stati 4, e lo zaino più piccolo di tutta la compagnia...A parte questo e il fatto che non c'era acqua calda, quindi 3 giorni di docce gelide, e niente riscaldamento, ciò che mi è rimasto è l'aria pura di montagna nei polmoni, la faccia rossa e il naso spellato dal sole, la mia bella coperta tessuta a mano, e un mazzo di fiori di camomilla che sto facendo seccare in cucina e che mi ha impregnato la borsa di profumo....

Per le foto guardate il mio profilo FB!!

giovedì 23 luglio 2009

Formalità

Ultimamente non ho fatto molto...soprattutto shopping per delle cose che mi servivano per la stanza ( in primis un cuscino visto che ho dormito su un pezzo di legno stile geisha nell'impero Edo per due settimane e non riuscivo quasi più a muovere il collo) e per il viaggio che farò tra un paio di giorni. La ricerca si è arenata, è stata accantonata dalle mie paure e il mio senso di inadeguatezza. Ma la affonterò. Solo, non oggi, nè domani. La prossima settimana.
Nel frattempo, la sensazione di euforia ha ceduto il passo all'inizio dell'abitudine. Comincio a orientarmi, addirittura a dare indicazioni a volte, ma ci sono cose che ancora mi stupiscono. Ad esempio, sempre nei miei amatissimi camioncini per il trasporto ieri, che ero carica di buste, un signore si è offerto si tenermi le buste in grembo perchè io ero in piedi. Qui è normale, entra una signora anziana e subito la gente si alza, hai bisogno di una mano, un consiglio, un'indicazione, e ti aiutano....Ora io mi chiedo,ma come farò a riabituarmi in Olanda??
Le formalità qui sono altre...l'educazione per esempio, il dare del lei, anche fra coetanei,il rispettare le classi sociali...ma il contatto fisico, il condividere e la solidarietà invece sono parte di quell'informalità che la gente non ha perso qui. Il tempo scorre diversamente in Perù, e mi ricorda un po' l'Italia....c'è traffico,Lima è gigante e ci si mette circa 4 ore da un capo della città all'altro,ma se si arriva tardi...è ok, "no pasa nada". La gente lavora duro,ma tranquilla, non si sente quella frenesia che si vede a Roma dove si percepisce il nervosismo. E poi è una città piena di cultura...mi sto riabituando all'idea di poter andare al cinema, a teatro, nelle fiere....perchè parlo la lingua,perchè la gente ti accoglie, perchè ti invita....e ripenso,di nuovo,a come mi riabituerò al gelo olandese ( in termine di "vibrazioni" di atmosfera)....
Per ora mi godo i peruviani e il loro strano modo di essere aperti pure essendo timidi, o almeno,riservati...

domenica 12 luglio 2009

Los Andes


Premetto di essere troppo distrutta per fare un resoconto,ma la giorntata è stata occupata da 7 ore tra salita e discesa delle Ande, fino a 3000 metri circa...sono M-O-R-T-A.
Metto una fotina, e poi vi scriverò le mie impressioni più in là...in generale mi aspettavo meglio,ma cmq sempre le ande sono :D

giovedì 9 luglio 2009

Cosas buenas,cosas malas

L’entusiasmo è facile dopo pochi giorni in Perù. La gente è simpatica, aperta, il cibo è buono, la frutta incredibile, e l’inverno è mite. Poi vengono le ragazze a pulire la tua stanza, quella stanza che paghi veramente poco, e cominci a sentirti più bianca, europea e diversa che mai.
La sera prima chiacchieri con sociologi, parli di quanto sia simile l’italiano allo spagnolo, di come anche nel tuo paese esista la corruzione, e l’ineguaglianza, e poi,la mattina dopo, c’è una ragazza di 21 anni e una di 15 che ti puliscono la stanza. E tu sai dove dovrebbero stare quelle ragazze. Tu sai che studi e credi nell’educazione per tutti e tutte soprattutto, sai che la tua ricerca si centrerà sulle donne, sulle organizzazioni femminili, ma sai anche che la forza e l’efficacia di una leadership si deve basare sull’educazione. E che il clientelismo, il populismo e il raggiro del popolo si basano sull’ignoranza ( basta guardare chi ci governa e il numero di ore che gli italiani vedono la televisione). Eppure Mari, ti sorride, con i suoi denti un po’ storti e sai che la sua vita sarà così. Ti chiedi quali siano le sue esigenze, se abbia voglia di fare altro, o se nemmeno le abbia attraversato il cervello l’idea di studiare. Sono pensieri di un giovedì mattina, il primo giovedi “ de limpieza” ( delle pulizie generali) e ti chiedi se cambierai idea dopo qualche giovedì. Un conto è l’eguaglianza su carta, un conto è cercare un dialogo con persone,donne, che tu senti uguali a te che,con un solo sguardo e un sorriso imbarazzato ti fanno venire voglia di tornare a casa tua.

Il trasporto pubblico

Già mi hanno detto che tra poco non lo sopporterò più,ma è la cosa che mi piace di Lima. Immaginate un vagoncino wolkswagen, però orginale, stessa puzza di gasolio, stesse leve arrugginite, stessi sedili sfondati. E dieci persone schiacciate dentro, mentre un ragazzo fa scorrere il portellone iniziano a gridare nomi di luoghi che ancora non conosco tipo “ miraflores,miraflores,miraflores” per inifinte volte. Tu cerchi la fermata. Quella con scritto “paradero”….ma non c’è. Ovvero, ce ne stanno ogni tanto,ma tu sai, o vedi almeno, che non sono gli unici posti dove si ferma l’autobus. L’idea è che tu sai la direzione dove andare, sei su un’avenida principale e t guardi ntorno, a un certo punto senti le grida, e sai che non è una rivoluzione,bensì le combis, gli autini, quindi ti affretti a leggere sulle fiancate i nomi dei distretti dove fermerà che sono dipinti con stili e colori diversi, e cerchi di decifrare cosa sta gridando il tipo sopra. Decidi che sali perché ti serve. Magari devi andare al supermercato, un 800 metri più in la. Allora sali e dici “ china”. Il tipo chiaramente capisce che non sei intenzionato ad attraversare il Pacifico e arrivare nell’impero d’oriente,bensì accetta la tua moneta da 50 centesimi,che è appunto una cina. Se il tratto è più lungo allora paghi un sol (20 centesimi di euro). Poi ti chiedi dove ti faranno scendere. E qui sta la svolta, ti fanno scendere dove vuoi tu! Di solito agli angoli con altre strade, ma è relativo. I punti di riferimento sono spesso benzinai (grifos) o supermercati, ma anche “l’abero alto” o “la casa rossa” ad esempio. Seguendo un principio entropico,tutto questo alla fine funziona in qualche modo….non chiedetemi come, ma funziona.

martedì 7 luglio 2009

rimbambita

ahaha rileggendo mi sono appena accorta che continuo a rimandare " cibo e trasporti"
vabbè domani trovo 10 minuti e vi scrivo qualcosa, per le foto dovrete aspettare che mi senta più a mio agio per girare con la megaNikon che si vede a due km di distanza e grida "ladro ladro"
besos!

La casa, la città e la ricerca

Tutte cose nuove, ma già mi sto abituando,o forse è solo una speranza....
Oggi sono andata per la prima volta a Villa El Salvador ( "villas" in america latina hispanohablante sarebbero le favelas,le zone periferiche delle città ancora in costruzione e povere). La mia ricerca si svolgerà in due quartieri contigui a questa villa, a Villa Maria del Triunfo e San Juan de Miraflores.
L'impatto non è stato sconvolgente, visto che lo era stato abbastanza il Brasile, ma comunque passare dal quartiere dove vivo io,con pavimentazione e giardini, a un posto dove è asfaltata una via ogni 10 comunque crea qualche scompenso iniziale.
Sono andata li accompagnata da Jaime Miyashiro, palesemente di origine giapponese. In Perù pare che abbondino i discendenti di cinesi e giapponesi. Il genero della padrona di casa, persona veramente interessante, mi ha spiegato che furono portati dagli spagnoli per lavorare come schiavi nelle piantagioni di canna da zucchero. Almeno i primi,visto che mi pare che i giapponesi, o quelli di origine giapponese, non siano quelli messi peggio qui.
Jaime mi ha portato all'ufficio di DESCO, la ONG che mi darà un mano (spero) a capire meglio cos'è e come si sviluppa il bilancio partecipativo in perù. E' stata una giornata intensa : ho iniziato con una chiaccherata con la capa della ong, cercando di capire anche io cosa volessi dirle, poi ho conosciuto tutta la gente dell'organizzaizone e poi ho aspettato per ORE l'amica di una mia amica olandese che è stata qui e che mi ha chiesto di portarle delle cose....però aspettando alla fine sono venute fuori belle cose. Un pranzo ottimo in un ristorantino rustico. Ho assaggiato il famoso cebiche,o ceviche,ognuno lo scrive come vuole, che sarebbe pesce crudo cotto nel succo di lime. Piccante,fresco e molto buono! Gli altri non erano molto entusiasti ma io mi so sparata un pranzone per 2,50 euro....al rientro ho incontrato Marco, che è uno di quelli a cui romperò i coglioni a vita per farmi dare informazioni sul bilancio partecipativo perchè sa TUTTO, che aveva giusto una riunione con due della unità di ricerca su sessualità,salute e sociologia di un'università di Lima. Insomma, questi vogliono far partecipare dei gruppi di ragazzi gay ( che qua chiamano HSH= hombre que tiene sexo con hombre...bah) alle riunioni di bilancio partecipativo.
Io mi sono fomentata un botto,perchè mi sembra molto interessante...nessuno ne ha mai parlato e il perù è un paese fortemente cattolico e abbastanza conservatore per cui potrebbe essere molto interessante includerli nella mia ricerca. Per ora mi limiterò ad andare alla presentazione di queste nuove associazioni che si farà mercoledì prossimo (domani e dopodomani c'è uno sciopero generale) e poi magari vedo se è possibile includere anche questo parlandone con la prof ( che nel frattempo è sparita).
Per ora passo e chiudo, domani magari vi scrivo qualcosa di più sui trasporti e cibo che sono la cosa che mi piace di più. Mi sembra di stare da più tempo che 3 giorni, e penso che le prime settimane passeranno abbastanza rapide.

lunedì 6 luglio 2009

Llegada

Scrivere le prime impressioni a metà del primo giorno che sono a Lima mi pare prematuro. In generale però, l'idea è che mi sento come se fossi tornata a Recife in Brasile quasi due anni fa...
Lima è una città grande, grigia e inquinata, ma ti sorprendono dei fiori meravigliosi agli angoli e la mia vicina di casa,nonchè padrona, ha un'iguana in giardino e una cagnolina dolcissima di nome Reina. Il primo impatto con la città è stata un'aria umida e fresca appena uscita dall'aereoporto dove mi stava aspettando Kike, Enrique, il tassista mandato da Donia Ana per prendermi e portarmi a casa in tutta sicurezza. Il secondo impatto è stata la puzza di petrolio della macchina di Kike che mi ha sorpreso perchè non aveva nemmeno un cristo pendente dallo specchietto retrovisore. Dopo un viaggio abbastanza lungo e una chiaccherata sulla corruzione politica in Peru ( si rompo i coglioni pure ai poveri tassisti), sono arrivata a casa....e poco dopo svenuta sul letto dopo le 12 ore di viaggio in aereo....ora devo andare a parlare col genero della padrona di casa che mi è stato raccomandato da lei come esperto sul bilancio partecipativo e i problemi di implementazione...tema che però è della ricerca di un altro ragazzo del mio corso! vabbè lavoramo pure pell'artri.
Aggiornamenti su cibo e trasporti più tardi!