L’entusiasmo è facile dopo pochi giorni in Perù. La gente è simpatica, aperta, il cibo è buono, la frutta incredibile, e l’inverno è mite. Poi vengono le ragazze a pulire la tua stanza, quella stanza che paghi veramente poco, e cominci a sentirti più bianca, europea e diversa che mai.
La sera prima chiacchieri con sociologi, parli di quanto sia simile l’italiano allo spagnolo, di come anche nel tuo paese esista la corruzione, e l’ineguaglianza, e poi,la mattina dopo, c’è una ragazza di 21 anni e una di 15 che ti puliscono la stanza. E tu sai dove dovrebbero stare quelle ragazze. Tu sai che studi e credi nell’educazione per tutti e tutte soprattutto, sai che la tua ricerca si centrerà sulle donne, sulle organizzazioni femminili, ma sai anche che la forza e l’efficacia di una leadership si deve basare sull’educazione. E che il clientelismo, il populismo e il raggiro del popolo si basano sull’ignoranza ( basta guardare chi ci governa e il numero di ore che gli italiani vedono la televisione). Eppure Mari, ti sorride, con i suoi denti un po’ storti e sai che la sua vita sarà così. Ti chiedi quali siano le sue esigenze, se abbia voglia di fare altro, o se nemmeno le abbia attraversato il cervello l’idea di studiare. Sono pensieri di un giovedì mattina, il primo giovedi “ de limpieza” ( delle pulizie generali) e ti chiedi se cambierai idea dopo qualche giovedì. Un conto è l’eguaglianza su carta, un conto è cercare un dialogo con persone,donne, che tu senti uguali a te che,con un solo sguardo e un sorriso imbarazzato ti fanno venire voglia di tornare a casa tua.
giovedì 9 luglio 2009
Cosas buenas,cosas malas
Pubblicato da Napsy alle 08:47
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